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Guida psicologia per saldi-sti

Luglio è il mese dei Cancro ma è anche il mese dei SALDI. I saldi sono il male assoluto o c’è un modo efficace per affrontarli? Continua a leggere per scoprirlo??

guida psicologica ai saldi
Credits: Il Matta

PERSONALITÀ MULTIPLE

Non so se avete presente il comportamento delle mandrie quando vengono liberate dal recinto. Si precipitano fuori, corrono confusamente, eccitate per quella tanto attesa assenza di vincoli.

Ecco è così che immagino il comportamento di tanti di noi quando iniziano i saldi. 

E fino a 3 anni fa io ero la capo fila, davanti al cancello pronta a scattare?

Cominciavo a riempire i carrelli settimane prima, avevo tutte le app in modo da aver accesso per prima ai saldi e trascorrevo ore a visitare siti online per cercare capi e accessori particolari che mi concedevo solo con gli sconti.

Mi concentravo quasi esclusivamente sui fast fashion, prediligendo la quantità alla qualità, nella deviante convinzione che più possedevo più valevo. 

Vedevo i saldi come occasione per collezionare quanti più abiti possibile, preparavo le scorte in vista dei periodi di magra!

Poi però mi ritrovavo sempre davanti a quel benedetto armadio a pronunciare le vetuste parole “MA COME   C***O È POSSIBILE CHE NON HO MAI NIENTE DA METTERE???”

Semplice: accumulavo senza criterio, obbedivo ciecamente al principio del piacere e mi buttavo in una sorta di rituale di shopping orgiastico. Reprimendomi poi per molto tempo in attesa dei saldi successivi.

SALDI CATTIVI

saldi psicologia della moda anastasia giangrande
Credits: Roba da donne

Ero motivata soprattutto dal fatto di poter trovare i pezzi che desideravo o che forse un giorno mi sarebbero potuti piacere (il famoso “non si sa mai”) al minor prezzo possibile.

Agivo guidata da euristiche.

Puntavo i capi fast fashion che avevo visto sui magazine e avevano colpito di più la mia attenzione, senza riflettere se fossero davvero adatti a me.

Esaurivo subito tutte le energie, fisiche e monetarie, da Zara, H&M e Bershka, precludendomi la possibilità di cercare altri marchi e arricchire il mio armadio con modelli e colori diversi. Ero diventata molto pigra in questo: sapevo che qualsiasi cosa cercassi avrei trovato un pezzo simile da Zara e non facevo alcuno sforzo per scoprire delle valide alternative.

Anche se mi innamoravo di un capo di qualche brand di lusso ed il prezzo era conveniente, alla fine prediligevo sempre la quantità alla qualità.

Infine: non avevo uno schema, non avevo definito l’espressione della mia identità. 

Spesso compravo capi che non mi appartenevano pensando “ma si tanto per 5 euro”; aumentavano il volume nell’armadio ma anche la confusione di identità.

Li ritrovavo mesi dopo in fondo all’armadio ancora con il cartellino. Uno spreco da un punto di vista umano, etico, economico e frustrante per la percezione di me stessa.

Completamente opposto era ed è l’approccio ai saldi di un una delle mie migliori amiche, che definirei odiatrice seriale di saldi. 

Un’altra parte decisa ma poi va in sovraccarico da eccesso di opzioni disponibili, anche conosciuto come bias della choice overload, e decide di tornare quando “tutto è più ordinato e la scelta è minore ma curata”.

Un’altra ancora perde la pazienza dopo 5 minuti e trasforma il giro saldi in un aperitivo lungo 12 ore?per brindare ai soldi non spesi!

SALDI BUONI

C’è un modo più funzionale per approfittare dei saldi?

OVVIAMENTE SI! 

psicologia della moda saldi
Credits: Donna Magazine

Partiamo innanzitutto dal rimodellare il concetto di saldi: essi devono essere considerati come uno spazio e un tempo ludici, non come una battaglia in cui vince chi più accumula in modo confusionario.

I saldi devono essere considerati come l’occasione in cui provare sé diversi, concedere ad altri aspetti dell’identità di venir fuori, sperimentare approfittando del vantaggio economico. 

Ad esempio: con i saldi possiamo provare modi diversi per comunicare la seduttività, investendo su un completo intimo più elaborato, cui abbiamo rinunciato per il pensiero “e se spendo tanto e poi non lo metto?”, oppure su dei cuissardes che esulano dalla abituale comfort zone.

I saldi sono il momento anche per concederci degli sfizi: la borsa che abbiamo corteggiato per mesi, il tailleur che ci fa incarnare il potere…

E possono anche essere l’opportunità per accettare e scoprire nuove emozioni, comprando accessori inusuali o colori per noi inconsueti, mediante abiti e make-up.

GUIDE LINES

Una volta rimodellata la credenza relativa ai saldi può essere utile stabilire un piano d’azione.

  1. Fare uno schema per definire cosa manca nell’armadio (es. serve qualche camicia in più), cosa ti piacerebbe aggiungere per dar forma a una diversa versione di te (nuovi colori, forme, capi);
  2. Stabilire un budget concedendoti un piccolo margine di oscillazione. Questo serve più che altro per evitare acquisti inutili di impulso e ritornare allo schema al momento opportuno.
  3. Avere come modello di riferimento te, la tua identità, le tue sperimentazioni. Non comprare capi perché stanno bene “su tizio” o perché lo ha detto “caio”. Tizio e caio non ti conoscono, non sanno in quale abito ti senti felice e a tuo agio. Devi provarli e sentire tu quali si abbinano meglio alla tua identità e ai tuoi desideri.
  4. Evitare taglie e numeri a caso. Non comprare capi di taglie più piccole in previsione di quando dimagrirai: guardarli appesi nell’armadio aumenterà solo in te il senso di frustrazione e inadeguatezza. Nè cedere all’acquisto di scarpe di mezzo numero più piccole o più grandi: non è bello camminare in scarpe che senti non appartenerti, a lungo andare le eviterai.
  5. Giocare e azzardare: considera i saldi come una occasione di shopping che mira a valorizzarti e non a comprare abiti per mascherarti. Osa provare quel vestito sexy con la spacco sulla gamba; concediti per una volta di esaltare quelle parti di te che di solito tendi a nascondere. 

È la prima volta da quando mi conosco che non ho ancora fatto un giro per saldi?

TU? FAMMI SPAERE UN PO’ COSA HAI COMPRATO O COSA NON HAI COMPRATO??

❤️

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