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Coronavirus: effetti su moda, shopping e armadio

Il Coronavirus ha prodotto degli effetti anche sulla moda, sul nostro modo di fare shopping e nei nostri guardaroba. Ecco come.

Armadio Carrie Bradshaw

La settimana scorsa ho fatto per la prima volta un ordine su Le Garage Mode.

Sabato, approfittando degli ultimi aneliti di libertà, sono andata un po’ in giro per negozi.

Mettendo in ordine quel che avevo comprato ho notato una cosa cui ancora non avevo fatto caso:

il Covid-19 ha cambiato anche il mio shopping e il mio armadio?

Non mi riferisco alla modalità di fare shopping, direttamente in negozio o online, ma proprio alla scelta dei capi.

Ho anche controllato le mie wishlist sui vari siti, che hanno ulteriormente confermato i miei sospetti.

Il Covid ha irrimediabilmente modificato i miei gusti, le mie priorità in fatto di abbigliamento, le mie liste desideri. E non credo solo le mie…

La pandemia scatenata dal Covid e il lockdown che ne è seguito ha ridefinito la nostra piramide dei bisogni, provocando un cambiamento radicale sul nostro modo di vivere e quindi anche di vestire.

Trascorriamo la maggior parte del tempo, libero e lavorativo, in casa. 

Lo smart working ha comportato anche una ridefinizione della worktiquette, in termini comunicativi e di stile d’abbigliamento. 

Gran parte delle comunicazioni dirette con i colleghi di lavoro avviene attraverso video conferenze in cui ad essere inquadrata è la parte superiore del corpo. 

video conferenza
Credits: Pixabay

Quanti meme abbiamo visto di gente vestita in giacca e cravatta, ma con solo l’intimo nella parte inferiore??

La nuova modalità lavorativa da casa ha fatto emergere una nuova esigenza: quella di vestire in modo professionale, in modo da percepirsi efficienti “come a lavoro”, mantenere alti livelli di produttività e ricreare quanto più possibile il setting dell’ufficio, restando però comodi e “morbidi”, come siamo soliti stare in casa. 

Quindi NO ai tailleur rigidi e impostati ma NO anche a pigiamoni e capelli scompigliati.

La soluzione è stata una commistione tra esterno ed interno (come ipotizzato già qui): dall’abbigliamento esterno sono stati ripresi modelli e forme, mixati con colori e materiali tipici dell’abbigliamento da casa.

In più c’è stata l’introduzione e la piena accettazione di look prima guardati con diffidenza (baggy sweatpants con cravatta e camicia, o tuta co-ord e blazer) e quello che prima era abbigliamento solo “in da house” è uscito ed è diventato il nuovo streetwear. 

Maglione in pile, chignon spettinato, un filo di blush, calzettoni, Dr. Martens, mascherina e via. Più chic che mai.

Come i cambiamenti nella vita quotidiana sono stati tradotti in termi moda?

Le tute sono il nuovo must have: la scelta attualmente è vastissima. Modelli baggy, a zampa o con elastico alla caviglia, con disegni o testi, ampia scelta di colori, tie dye, in ogni tessuto possibile e immaginabile. 

La tuta è stata introdotta nelle collezioni di tutti i brand e tantissimi sono quelli emergenti specializzati proprio in comfy look.

I pantaloni da suit restano ma sono in felpa, ciniglia, velluto o cotone morbidissimo: il taglio è sartoriale, il tessuto è ottimo per lavorare comodamente in casa sul divano.

Ai classici nero e blu, si aggiungono/sostituiscono grigio scuro, carta da zucchero, verde salvia: colori che comunicano professionalità si, ma anche più flessibilità e morbidezza.

Sui siti di shopping online ora la sezione “comfy look”, “abbigliamento da casa” ha scalato le posizioni del menu a tendina e la troviamo (quasi) sempre al primo posto. Cosa significa? Che almeno un capo presente in quell’elenco sarà anche nel nostro carrello.

E i materiali. È il trionfo dei tessuti come felpa,  ciniglia,  velluto,  pelliccia sintetica morbida…ci avevi fatto caso?

Mentre prima le mie wishlist erano piene di scarpe e skirt, ora cardigan e co-ord fanno da padrone. Alle scarpe, a meno che non sia una sneakers comoda per quando esco con la mia amata Pua, ci penserò quando saremo di nuovo liberi di uscire tranquillamente.

Gli ultimi acquisti che ho fatto mi hanno sbattuto in faccia il cambiamento: pantaloni in felpa dal taglio sartoriale grigio chiaro, baggy sweatpants bianchi, body nero morbidissimo, maxi cardigan rosa e vestiti in lana senza cuciture (per sentirmi femminile ma sempre comoda). 

Osservandomi dall’esterno, anzi osservando il mio cambiamento riflesso nella scelta degli abiti e della mia immagine, mi sono resa conto delle reali modifiche avvenute in me, che condivido con moltissime altre persone.

La moda, il nostro abbigliamento serve anche questo: spesso non ci rendiamo conto delle nostre evoluzioni finché non le osserviamo fisicamente nelle nostre scelte d’acquisto, in quello che decidiamo di scartare dai nostri armadi e quello che invece decidiamo di introdurre. Parte così dall’esterno la presa di coscienza di qualcosa che è avvenuto al nostro interno, e che apre la strada ad una riflessione più approfondita su di noi, su chi siamo diventati, su come gli eventi abbiano influito sul nostro Io e che permette una migliore conoscenza del sé.

Ecco qui qualche foto degli acquisti fatti su Le Garage Mode e qualche suggerimento su come indossarli?.

Tu hai notato cambiamenti nel tuo modo di vestire associati alla situazione che abbiamo e stiamo vivendo? Ti eri res* conto di quante modifiche hanno subito i nostri gusti e le nostre scelte in fatto di abbigliamento?

Scrivimi nei commenti qui o sui miei canali social…ti aspetto❤️

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