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Com’è la moda concettuale?

Cosa è successo alla moda? Si è guardata dentro, ha operato un eccelso insight e cosa ha tirato fuori? Una rinnovata maestosità.

valli haute couture psicologia della moda
Credits: Io Donna

HAUTE COUTURE CONCETTUALE

Definirei il primo post di Febbraio CONCETTUALE.

Perché guardando le foto delle collezioni Haute Couture 2021 che hanno sfilato a Parigi mi sono venuti in mente concetti. Forse non era nelle intenzioni degli stilisti ma questo è quello che ho letto io.

MODA IN TERAPIA

Inizio chiarendo quello che avviene terapia (capirai alla fine il motivo per cui lo preciso). Quando una persona decide di intraprendere la terapia psicologica o un percorso di psicoterapia non si rivolge a qualcuno che la cambierà, che modificherà la sua natura o che le dirà per filo e per segno cosa fare. La persona che decide di andare in terapia decide di ritagliarsi uno spazio solo per sé, per riflettere su se stessa e sui suoi problemi, di qualsiasi natura essi siano. Si rivolge così ad un’altra persona che la aiuta a creare uno spazio dove possa essere ascoltata, accolta e che le stia accanto nel momento in cui decide di guardarsi dentro, cosa che spesso può fare molta paura.

Dunque in psicoterapia il paziente viene aiutato a cercare e a trovare dentro di se risorse e strumenti che erano già parte di lui, solo che non riusciva o non voleva vederli.

Credo che questo sia quello che è successo alla moda con il Covid.

In questa lunga pausa in cui siamo rimasti soli con noi stessi, in cui siamo stati tutti costretti ad affrontare i nostri demoni e a cercare in noi soluzioni per sopravvivere a ciò che succedeva e a noi, anche la moda si è guardata dentro. E si è ripresa concetti che le sono sempre appartenuti, solo che ultimamente aveva un po’perso di vista, forse accecata dalla fretta e dal trambusto dei social media. Si è riappropriata della novità, del divertimento, dei valori; è ancora una volta una moda che gioca, che riscopre il passato, valorizza le radici, dialoga e ascolta. È una moda aperta ma che prende posizioni e le porta avanti a testa alta.

ATTRIBUZIONE DI ATTRIBUTI

Scrivo di getto il mio primo impatto con:

  • Daniel Roseberry per Elsa Schiapparelli.
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Credits: Huffingtonpost

“Non sei abbastanza forte per svolgere questo lavoro! Non è un lavoro da donna! Per fare questo ci vogliono i muscoli degli uomini!”. Avete bisogno di vederla la nostra forza per crederci? Eccovi accontentati: Daniel ha creato un bustier con tanto di six pack, elegante e femminile, in vernice nera con maxi fiocco rosa. E dato che a noi donne piace sempre esagerare ecco un 12 pack: bustier e borsa.

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Credits: Huffingtonpost

In questo senso, Daniel ha ripercorso ciò che è stato fatto da Yves Saint Laurent nel 1966, quando con l’introduzione dello Smoking da donna conferì alla donna quel potere e quel prestigio fino ad allora consentiti solo agli uomini.

In questa collezione Daniel ha dato alla donna forza, non solo dal punto di vista ideologico, ma l’ha resa oggettiva, tangibile, visibile. Con gli altri pezzi della collezione ha ricordato gli elementi che distinguono la donna come la maternità e la sinuosità.

maternità elsa schiapparelli
Credits: Huffingtonpost
schiapparelli haute couture
Credits: SoloDonne

La nuova collezione di Schiapparelli restituisce alla moda il ruolo di veicolo di valori e ideali, negli ultimi anni messo un po’ in secondo piano.

LA SUA STORIA

dior psicologia della moda
Credits: Vogue
  • Maria Grazia Chiuri per Dior

Anche Maria Grazia Chiuri ha guardato all’interno della maison Dior e ne ha tirato fuori le singolarità proprie della sua storia e del suo fondatore.

La collezione Dior haute couture si ispira alla passione, iniziata in adolescenza, di Christian Dior per i tarocchi e per il simbolismo. Così nascono vestiti resi magici dalla storia della loro casa e che rinnovano il connubio tra moda e arte. Per la realizzazione dei disegni la Chiuri si è rivolta (di nuovo) all’artista romano Pietro Ruffo mentre per la narrazione della trama narrativa dietro la collezione ha rinnovato il legame della moda con l’arte cinematografica.

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Credits: Vogue
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Credits: Vogue
dior psicologia della moda
Credits: Vogue

La sfilata è stata presentata attraverso uno short movie dal titolo “Le Château du Tarot”, diretto da Matteo Garrone. Nel film la protagonista, facendosi un po’ voce di tutti noi in questo momento, si interroga sul proprio futuro e su se stessa cercando risposte nelle carte.

VOGLIO ESPRIMERE ME

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Credits: Elle
  • Pierpaolo Piccioli per Valentino

Pierpaolo Piccioli per Valentino mentre al centro della riflessione il tempo e manda in scena abiti il cui valore non è a scadenza, non è vincolato alla latenza di un trend ma sono abiti eterni il cui scopo è l’espressione del sé, e che acquistano significati diversi in base alla persona che li indossa.

La sfilata ha avuto luogo in quello che è un capolavoro del barocco romano, il salone di Galleria Colonna, a Roma, richiamando così la storia del nostro Paese, della nostra arte e della nostra cultura.

valentino pierpaolo piccioli
Credits: Elle
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Credits: Elle

Petali, piume, colori fluo hanno colorato il salone. Si potrebbe pensare ad una dissonanza tra antico e moderno, invece l’effetto è stato di grande impatto, dimostrando come il nuovo possa convivere e rafforzarsi con l’antico.

valentino psicologia della moda
Credits: Elle
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Credits: Elle

Un altro concetto che Pierpaolo ha richiamato è stato quello di agender (leggi l’articolo). Questa sfilata ha visto sfilare uomini e donne in abiti, accessori e colori egualitari. Perché l’abito veste la persona, l’essere umano, non un genere sessuale.

DONNA OPERA D’ARTE

  • Dolce&Gabbana
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Credits: Drepubblica

Infine ci sono stati Dolce&Gabbana che ancora una volta hanno abbracciato l’arte ed hanno esaltato la bellezza della donna, in tutte le sue forme e in ogni sua meravigliosa particolarità. Protagonista di questa collezione che comunica inclusività e body positivity è Vanessa Incontrada, ritratta elegante, sinuosa e morbida come in un quadro di Rubens.

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Credits: Donna Fanpage

Quello inviato è un messaggio che spinge all’accettazione di sé, del proprio corpo e dei cambiamenti cui nella vita va incontro. Questa è la bellezza: essere se stessi, preservare la propria identità, comunicarla e renderla sempre unica e inimitabile.

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Credits: Io Donna

PAZIENTE MODA

La moda è stata in terapia: si è fermata, ha riflettuto, ha preso atto dell’avvenuto cambiamento, e nonostante l’ambiente circostante sembrasse remarle contro, si è messa al lavoro. Ha compiuto un profondo insight, trovando dentro di sé, nelle sue radici, nella sua storia, nel suo heritage e nella sua primaria funzione, gli strumenti necessari per rinascere e tornare più splendente di prima…non trovi anche tu?

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