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Sociology

Quel paradosso chiamato ‘’Moda’’: tra omologazione e differenziazione

Quante volte vi è capitato di vedere un accessorio o un capo d’abbigliamento indossati da modelli, attori, cantanti o personaggi di spicco,ed inspiegabilmente desiderare quell’oggetto subito dopo? 

Vi faccio un esempio. Nel film “Barbie’’, uscito poco tempo fa, la protagonista passa dall’indossare tacchi vertiginosi al calzare un paio di Birkenstock: ecco che i famosi sandali dalla suola in sughero, prima privi di qualunque grazia o senso estetico, assumono un significato nuovo. Diventano così simbolo di emancipazione femminile, scelta coraggiosa di chi preferisce la comodità ai canoni estetici imposti dalla società

Quel paio di scarpe, che mai avevi pensato fossero dotate di un qualsivoglia tipo di attrattiva, diventa proprio ciò di cui hai bisogno. 

Ecco che lì i tuoi gusti personali entrano in conflitto con l’immagine che vorresti che gli altri abbiano di te: quella di persona a cui non importa di essere bellæ ed elegante a tutti i costi, che si sente a suo agio con outfits più casual e non ha il bisogno continuo di apparire ‘’perfettæ’’.

Fonte: pixabay

La moda: mera imitazione dei contemporanei?

Come diceva Gabriel Tarde, sociologo, ormai più di un secolo fa, ogni individuo è solito prendere decisioni sotto suggerimento, convinto che queste siano del tutto spontanee, frutto di preferenze personali. La moda, continua Tarde, non è che imitazione dei contemporanei, e l’uomo è il prodotto di un sonnambulismo sociale che lo illude di essere l’unico autore delle proprie scelte di consumo. Eppure, lo studioso non vede con accezione del tutto negativa questo fenomeno: esso favorirebbe infatti l’uguaglianza e incoraggerebbe l’instaurarsi di «uno stesso tipo sociale, stabile e definitivo» che vada al di là di classi e gerarchie.

Fonte: pixabay

…. o mezzo di differenziazione?

Anche Georg Simmel si esprime riguardo alla moda, definendola come ‟imitazione di un modello dato e che appaga il bisogno sociale (…). Nondimeno appaga il bisogno di diversità, la tendenza alla differenziazione, al cambiamento, al distinguersi’’. Ecco emergere nella deduzione del sociologo la dualità della moda, che da un lato si pone come canale attraverso cui esprimere la propria identità e unicità, dall’altro quale mezzo di integrazione e bisogno di far parte di una determinata cerchia, consentendo l’avvicinamento verso chi riteniamo più ‟affine’’ da un punto di vista sociale o valoriale. 

Fonte: pixabay

La cultura delle apparenze

Pensare che le nostre scelte possano essere influenzate da un meccanismo imitativo ed al contempo da una ricerca di distintività può essere una verità a tratti dura da mandar giù. È però innegabile che, al giorno d’oggi, è quasi impossibile non essere contaminati dalla «cultura delle apparenze», così come la definì lo storico Daniel Roche. Il consumismo diventa così fenomeno identitario, canale espressivo, mezzo di emancipazione sociale.

Verso una moda ‘’consapevole’’

È facile solo a parole tenere le distanze dalle dinamiche e dall’ambiente che ci circondano. Eppure, una cosa appare possibile: per sfuggire al marketing, agli ideali estetici, all’idea di ciò che la società ritiene esteticamente ‘’concesso’’, l’unica soluzione plausibile sembra essere una maturata consapevolezza. Essere più consapevolæ di ciò che si acquista, e del perché lo si acquista.  

Fermiamoci, per un momento, a riflettere: e se fossimo in realtà statæ influenzatæ dall’influencer di turno? E se sia stata proprio quella strategia di marketing a glorificare quel prodotto, aumentandone il valore? Se comprassimo quell’oggetto, a chi vorremmo davvero assomigliare?

Scegliere i nostri abiti e accessori è un’occasione per mostrare al mondo chi siamo e come percepiamo noi stessi. È un veicolo attraverso cui mostrare personalità, creatività e valori. 

La moda è una cosa seria: sfruttiamola al meglio.

Fonte: pixabay

Ultimamente stai pensando spesso di voler comprare un capo o accessorio specifico? Fermati a pensare: da dove è partito il desiderio? Se chiudi gli occhi, chi è la persona cui lo associ immediatamente? E cosa vedi in quella persona, quali valori, quale modello, quali ideali? Sono curiosa di sapere la tua esperienza

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Riferimenti bibliografici:

 Baldini, Costanza. Sociologia della Moda. Armando Editore, 2008

 Tarde, Gabriel. Le leggi dell’imitazione (1890). Id., Scritti sociologici, a cura di F. Ferrarotti, UTET, Torino, 1976, pag. 189

 Roche, Daniel, and Sergio Luzzato. Il linguaggio della moda. Einaudi, Torino, 1991

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