Pretty Psycho Things

Sociology

Il potere del Fashion Branding

Se vi chiedessi di scegliere fra una borsa targata Zara ed una borsa Gucci, cosa scegliereste? E perché proprio Gucci?

Perché Gucci, mi direte voi, è sinonimo di qualità, lusso, eleganza. Ma siete davvero certi che una borsa in pelle di un brand con prezzi più o meno accessibili sia così diversa da quella di un brand che una borsa simile la fa pagare 20, 30 volte tanto?

pretty psycho things, sociology, fashion psychology
Foto di Mahmoud Alaydi, mediante Pexels

Costoso è sempre sinonimo di qualità?

Mi capita spesso di guardare alcuni video su YouTube di un esperto di accessori in pelle che si diverte a scucire, smontare, strappare borse di noti marchi di lusso. Ricordo di aver pensato ‘’NON LO FARE’’ quando, con un paio di forbici, tagliava deciso i delicati interni di una Lou Camera Bag di Yves Saint Laurent. Borsa che, con desiderio, ho ammirato per anni, sperando che prima o poi sarebbe stata mia; borsa che, dopo la visione del video, non mi è parsa più così attraente, soprattutto dopo aver appreso che per produrla sarebbero stati necessari solo 160 dollari, a fronte dei 1700 richiesti dagli stores. ‘’Se vi interessa l’esperienza, la confezione, tutto l’embellishment che viene insieme a brand, questo è quello che andrete a spendere’’ conclude lo youtuber. ‘’Se non vi interessa nulla di tutto questo, forse è un po’ troppo’’¹.

L’esperienza del marchio quale fenomeno identitario e valoriale

Rinunciare al brand, però, non è così semplice. Perché l’etichetta non è solo un’etichetta: è un insieme di promesse, simboli, percezioni, metafore e valori. I brand di lusso, in fondo, non vendono abiti, né scarpe, né accessori: vendono storie. E noi a queste storie ci crediamo, ad alcune più che ad altre, ed incanaliamo in esse l’immagine che vogliamo aver di noi stessi, e che vogliamo che gli altri abbiano di noi.

Partiamo dal presupposto che ogni individuo possiede un ricco repertorio di immagini che usa per definirsi, immagini su cui poi costruisce la propria identità e che guida le interazioni con gli altri. Nel vasto panorama delle scelte quotidiane, l’acquisto di un prodotto diventa un atto significativo: un modo per comunicare chi si è e chi si aspira ad essere, nonché un luogo dove poter sperimentare un senso profondo di soddisfazione, realizzazione e unicità.

In questo contesto, i marchi diventano molto più di semplici loghi. Sono specchi complessi che riflettono le aspirazioni, i valori e le identità dei consumatori. Il marchio di lusso, in particolare, assume un ruolo cruciale in questo contesto: non è semplicemente un prodotto di alta qualità (e, vi ricordo, a volte neanche quello); è un veicolo attraverso cui il consumatore può esprimere il proprio status, appartenenza sociale e senso estetico.

pretty psycho things, sociology, fashion psychology
Foto di Alexandra Maria, attraverso Pexels

Abbiamo davvero bisogno di spendere tanto per sentirci ‘’speciali’’?

Se è proprio l’unicità ciò che ricerchiamo, perché non acquistare una borsa in pelle artigianale, anziché correre in negozio durante i saldi stagionali? Perché non circondarci di cose belle e autentiche, che sappiamo esser state realizzate con amore e cura, e rinunciare a tutte quelle cose costose fino all’inverosimile, le cui promesse non sono altro che strategie volte a prosciugarci il conto in banca?

A voi la scelta.

pretty psycho things, sociology, fashion psychology
Foto by Sevenstorm Juhaszimrus tramite Pexels

1 (411) Are YSL Bags Worth It? Yves Saint Laurent Leather Bag Review ft. YSL Lou Camera Bag – YouTube

Seguici sul nostro canale social

Articoli correlati
Psyclothing

Il malessere nella Moda

Editoriali

Social fashion life: I tempi che non corrono

Sociology

Ma quand’è che le tendenze passano di moda?

Psyclothing

La sostenibilità emozionale e gli effetti sull’autostima

    Iscriviti alla newsletter!
    Non ti preoccupare, neanche a noi piace lo spam!

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *