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Psicologia della moda e dello sport

Ciao a tutti! 

Innanzitutto Buon 2020! Spero che abbiate trascorso le feste serenamente e che vi siate divertiti ?

Parlo a nome di tutti, credo, quando affermo che di certo quello che non è mancato è stato il cibo e, di sicuro, i kg post holidays?

feste

Scommetto che uno dei buoni propositi più quotato è la tanto amata/odiata iscrizione in palestra

Qual momento migliore dunque per un bellissimo articolo dedicato all’attività fisica e all’importanza di un abbigliamento adeguato per allenarsi?

Continuate a leggere!

polli

Negli ultimi anni è aumentata la vendita di abbigliamento sportivo presentato come altamente specifico e performante, in grado di migliorare la qualità dell’allenamento. Caratteristica che sarebbe dovuta all’utilizzo di materiali compressivi, super aderenti e traspiranti, che agevolerebbero il trainer.

In realtà, uno studio condotto presso l’Indiana University ha smentito queste asserzioni dimostrando che non c’è alcuna differenza nel livello di prestazione tra allenarsi con un abbigliamento semplice non specifico e farlo con abbigliamento ad hoc.

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Una differenza fondamentale però c’è, e riguarda la percezione che si ha di sé nel momento in cui si indossano vestiti sportivi.

Gli indumenti sportivi, infatti, aumentano l’AUTOSTIMA di chi li indossa

Permettono di evidenziare il muscolo durante  l’allenamento, definiscono la figura; il trainer non migliora la sua prestazione per via di materiali o caratteristiche particolari, ma perché aumentano la stima di sé, e ciò lo spinge a superare i suoi limiti e a performare meglio

psicologia della moda

La dottoressa Carolyn Mair, psicologa della moda, nel suo libro “The psychology of fashion” espone il concetto di enclothed cognition

Secondo questa teoria vi è una stretta connessione tra corpo e mente, che influenza la cognizione attraverso due fattori che hanno luogo nello stesso momento: il significato simbolico attribuito ad un certo indumento e indossare quel dato indumento. 

I vestiti diventano così elementi in grado di influenzare la cognizione.

In un famoso studio, Adam e Galinsky hanno verificato il concetto della enclothed cognition e quindi dell’idea per cui il semplice atto di indossare determinati abiti influisce sulle prestazioni del soggetto.

Hanno definito questo fenomeno con un termine traducibile con “cognizione indossata” o “coscienza dell’abito” che si basa sull’importanza simbolica che diamo ai nostri vestiti ma anche all’esperienza fisica di indossarli. 

I vestiti che indossiamo influenzano i nostri processi psicologici attivando concetti associati astratti mediante i significati simbolici che essi veicolano.

Nel loro studio Adam e Galinsky hanno sottoposto i soggetti sperimentali ad alcuni test, durante i quali veniva chiesto loro di indossare un camice bianco. Ad alcuni veniva detto che si trattava di un camice da medico, ad altri che era un camice da pittore. 

Risultò che in tutte le prove le performances dei soggetti che indossavano il camice da medico erano nettamente superiori.

Attraverso le interviste fatte ai partecipanti rilevarono che il camice da medico veicolava significati come prudenza, attenzione, accuratezza, cura; al contrario a quello da pittore era associata l’idea di caos creativo. 

L’esperienza fisica di indossare un camice da medico faceva sentire i soggetti sperimentali letteralmente investiti del ruolo simbolico che l’indumento suggeriva. 

Questo perché secondo Galinsky non pensiamo solo con il nostro cervello ma anche con il nostro corpo; il semplice fatto di indossare un abito anziché un altro rientra in questo processo.

Adam e Galinsky dimostrarono quindi la relazione reciproca tra mente e vestiti e l’effetto dei vestiti sulla nostra cognizione.

Lo studio di Galisky e Adam aiuta a capire in che modo l’abbigliamento tecnico possa influire sulla performance sportiva.

Attribuiamo a quegli indumenti qualità come forza, resistenza, fatica; inoltre aumentano la nostra autostima: tutti questi elementi concorrono a spingerci ad impegnarci di più, migliorando la nostra prestazione. 

Ho tre consigli da darvi quindi:

  1. se avete deciso di dedicare più tempo alla cura di voi stessi e del vostro corpo, QUESTO è il momento giusto per cominciare;
  2. NON rimandate l’iscrizione in palestra! Scegliete l’attività a voi più consona e iniziate! Non procrastinate, ci sarà sempre un lunedì, un compleanno, una festa dopo la quale “sarebbe meglio”. Ma credetemi, oggi è il giorno migliore per agire!
  3. Munitevi di completi tecnici: non vi sentirete a disagio appena arrivati in palestra, e come avete letto, questa scelta ha effetti benefici su autostima e prestazione!

Scegliete bene i vestiti: evitate quelli che possono darvi modo di sentirvi a disagio. Ad esempio, ci sono alcuni materiali che a contatto con il sudore generano odori sgradevoli; oppure, volete nascondere la pancia (almeno i primi mesi?)? Scegliete leggings a vita alta!⚡️

Io pratico cross fit a Milano presso CROSSFIT PORTA TICINESE e ritengo fondamentale allenarmi con un abbigliamento adeguato.

I brand che vi consiglio, indicati dal mio coach, sono Under Armour e Reebok.

Su Asos si trovano anche altri brand di cui di seguito troverete alcuni esempi, che ho scelto per un fattore puramente estetico, non perché abbia avuto già modo di provarli.

Under Armour Asos
Fonte: Asos, brand: Under Armour
Under Armour Asos
Fonte: Asos, brand: Under Armour
Reebok Asos
Fonte: Asos, brand: Reebok
Reebok Asos
Fonte: Asos, brand: Reebok
Nike Asos
Fonte: Asos, brand: Nike Training
hiit asos
Fonte: Asos, brand: HIIT

Cosa ne pensate?

Voi preferite indossate abbigliamento tecnico specifico quando vi allenate?

Avete altri consigli preziosi da dare?

SCRIVETEMI!

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