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La moda in terapia

Cosa significa intraprendere un percorso di terapia psicologica/psicoterapeutica? Cosa succede davvero? Che attinenza ha con la moda?

moda terapia
Credits: L’Officiel Italia

Marcel Proust ha scritto:

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre,
ma nel vedere con occhi nuovi”.

In un certo senso è questo che avviene in terapia: si impara ad osservare il mondo circostante da altre prospettive, e non solo. 

Si apprende a guardare a se stessi e dentro se stessi in maniera diversa, si scoprono le proprie risorse interne, che sono sempre state li, a volte silenti, ma che non sono state mai utilizzate o usate in modo controproducente. 

Forza e strumenti necessari a cambiare, conquistare il benessere e preservarlo, possono essere ricercati nelle proprie esperienze, nel passato…in sé.

Bisogna volerlo il cambiamento e avere il coraggio di perseguirlo.


Chi si rivolge alla terapia si impegna in un vero e proprio lavoro su sé, si rimette in gioco, al centro della sua attenzione, dedica tempo all’amor proprio.

MODA IN TERAPIA

Con il Covid la moda è diventata un po’ archetipo di ciò che è successo quasi a tutti: siamo stati praticamente obbligati a fermarci, a rientrare in contatto con noi stessi, a guardarci dentro e fare appello a tutte le nostre risorse per fronteggiare al meglio la situazione. 

Dall’oggi al domani ci sono state negate fughe del week end, visite ai musei, palestra, amici, socialità, cinema, teatro. 

Nuovi equilibri, ridimensionamento del tempo, abitudini create da zero: si potrebbe sintetizzare in questo modo il 2020 .

Così è stato per la moda. Prima gli stilisti avevano a disposizione il mondo intero come fonte di ispirazione. Attingevano da ovunque il loro sguardo si posasse, gli input arrivavano loro continuamente. 

Nel tentativo di sconvolgere, sorprendere, fare a gara a quale brand facesse più parlare di sé, hanno cercato sempre più fuori di essi, dalla loro storia, dalle loro radici. Per scoprire invece che tutti gli elementi da cui potevano trarre ispirazione erano già in loro, parte del loro passato, personale e territoriale. 

Già in occasione della collezione SS 2021 Donatella Versace ha affermato 

“Volevo creare qualcosa di dirompente, qualcosa che potesse essere in sintonia con i nostri ultimi cambiamenti interiori”.

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Credits: Versace

Medesima la sensazione di Jonny Johannson, designer per Acne Studios, secondo cui 

“la situazione globale dell’ultimo anno ci ha permesso di guardarci dentro, rinnovando il nostro impegno di studio di design sperimentale”.(l’Officiel Italia

LA MODA IN ASCOLTO

La moda si è fermata e ha agito come un paziente in terapia: si è messa in ascolto non solo di se stessa ma anche del mondo intorno. 

Le collezioni agender sono aumentate, così come la partecipazione alla diffusione della body positivity e neutrality, per cui ogni corpo è un’opera d’arte. Per Dolce&Gabbana “La bellezza non è una taglia, ma uno stato dell’anima, l’attitudine e il coraggio che rendono una donna unica.”

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Credits: Dolce&Gabbana

E ancora, è stata ascoltata la richiesta di un minor impatto dell’industria fashion a livello ambientale, che si è tradotto nel rallentamento dei ritmi di produzione e nell’impegno nella ricerca di materiali ecosostenibili (vedi Prada, Vivienne Westwood); alcuni hanno deciso di uscire dal calendario annuale e di decidere da soli i propri tempi creativi (Alessandro Michele ci dice qualcosa?).

L’INSIGHT DELLA MODA

Elemento più affascinante in assoluto: la moda ha cercato ispirazione dentro di sé, nel suo passato, nella storia e nell’arte. Ha riscoperto anche la bellezza della semplicità, l’immenso dietro ciò che si da spesso per scontato.

Dolce&Gabbana si sono ispirati ai quadri di Rubens, Vivienne Westwood al dipinto Daphnis and Chloe di François Boucher; Maria Grazia Chiuri ha ripreso la storia del fondatore della maison Dior e la sua passione per i tarocchi, raccontando poi la sua visione mediante l’arte cinematografica.

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Credits: An0ther Magazine

Il richiamo alla storia, alla tradizione e alla cultura l’abbiamo avuta con Pierpaolo Piccioli che con Valentino ha sfilato nella Sala Grande della Galleria Colonna a Roma, un tripudio di arte, heritage e radici.

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Credits: L’Officiel Italia

Con Fendi è stato come essere trasportati ai Fori Imperiali, a Roma, con i suoi profumi e i suoi rumori; quella di Prada è stato un inno alla creatività, alla riflessione e alla forza, tutto richiamato mediante il sapiente uso dei colori e dei materiali.

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Credits: L’Officiel Italia

E infine Marni, che ha mostrato che anche le quattro mura della propria casa posso diventare lo sfondo di un sogno: il corridoio e il tavolo da pranzo trasformati in catwalk, il gruppo di amici, di persone che si vogliono bene spettatori non giudicanti di quella visione. Particolare rilevanza è stata data al servizio da tavola in porcellana, come a ricordare che non c’è bisogno di cercare l’arte all’esterno, perché essa è dentro di noi, e si manifesta anche nei piccoli oggetti di uso quotidiano.

Finora la MFW è stata un inno alla vita, alla territorialità, all’importanza della propria interiorità, alla positività del cambiamento.

Mi aspetto altre grandi cose fino all’1 marzo, voi?

Fatemi sapere cosa ne pensate❤️??

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