
Sulle sponde del pittoresco villaggio di Getaria, il 21 gennaio del 1895, ha inizio il capitolo straordinario di Cristóbal Balenciaga. Cresciuto in una realtà dove i giocattoli erano pochi, ma l’ago e il filo erano abbondanti, il giovane Balenciaga si ritrova ad aiutare sua madre nella cucitura. Un inizio modesto, apparentemente, ma dietro il telaio di ogni ago, si celava il destino di un genio creativo.

Quando l’Arte Incontra l’Ago
A soli 12 anni, Balenciaga abbandona la scuola per seguire la sua passione: l’arte della sartoria. L’incontro fortuito con la marchesa di Casa Torres, nobildonna locale, diventa la chiave per sbloccare il suo potenziale. Con il sostegno finanziario della marchesa, Balenciaga si trasferisce a Madrid per studiare l’arte della moda. Da sarto locale ad aspirante designer, questo è solo l’inizio di un viaggio straordinario.
Fuga a Parigi
Nel 1936, la guerra civile spagnola costringe Balenciaga a chiudere le sue boutique e a cercare rifugio a Parigi. L’Avenue George V diventa il palcoscenico del suo ritorno trionfante nel mondo della moda. L’apertura del suo primo atelier parigino nell’agosto 1937 segna l’inizio di un’era in cui le creazioni di Balenciaga conquistano l’Europa, alimentando la sua fama di genio rivoluzionario.

L’Amore Segreto e il Sostegno di Vladzio
Nel cuore della sua straordinaria carriera, Balenciaga custodisce un segreto prezioso. Vladzio Jaworowski d’Attainville, modista franco-russo, non è solo un collaboratore, ma il grande amore della vita di Balenciaga. Questa relazione segreta, una combinazione di passione e sostegno, aggiunge un elemento di mistero e intimità alla storia di un’icona della moda.
Il 1948: Una Svolta Tra Tragedia e Resilienza
Il 1948 è un capitolo tumultuoso nella vita di Balenciaga. La perdita dell’amato Vladzio Jaworowski d’Attainville getta un’ombra cupa sulla sua anima creativa. Tuttavia, invece di cedere al dolore, Balenciaga trova la forza di trasformare la tragedia in resilienza. È in questo periodo di lutto che emerge la sua straordinaria capacità di creare, sfidando ogni ostacolo.

Capolavori della Rivoluzione: L’Evoluzione Creativa di Balenciaga
Nel vasto panorama della moda, Cristóbal Balenciaga emerge come un rivoluzionario, disinteressato a costrizioni come corsetti e crinoline. Nel 1951, sfida le convenzioni lanciando il tailleur semi aderente, che abbandona il concetto tradizionale di punto vita per abbracciare una libertà espressiva senza restrizioni. Il suo interesse per la libertà di movimento culmina nel 1953 con la creazione della giacca a palloncino e, nel 1955, con l’introduzione dell’audace abito tunica.

Il 1957 segna un punto di svolta con la presentazione dell’abito a sacco, caratterizzato da linee curve e un collo assente, adornato da otto bottoni neri su fondo nero. Questa audace creazione, nonostante la sua semplicità, diventa oggetto di satire dell’epoca. La filosofia di Balenciaga, che abbraccia l’idea che il tessuto dovrebbe avvolgere il corpo femminile come in un nido, dà vita al cappotto cocoon, senza collo e dalla silhouette ampia e ovoidale. Sempre nel 1957, l’abito baby doll, ispirato all’infanzia, con la sua forma a trapezio, balza finale e fiocco centrale, completa la sua collezione innovativa.

Con l’avvento del prêt-à-porter nel 1968, Balenciaga decide di ritirarsi dalle scene. La sua ultima sfilata nel 1967 presenta tre capi leggendari che testimoniano la sua genialità. La cappa in gazar di seta, con un’enorme rouche sul volto, nota come “Le Chou Noir”, rappresenta una scultura indossabile. “The Envelope Dress”, un abito a forma di trapezio capovolto con una spilla gioiello al centro, dimostra la sua maestria nell’arte della forma. Infine, l’abito da sposa, dal taglio monacale e indossato da Almudena Elorza Losada, in gazar di seta avorio, completa il trittico delle sue creazioni finali, con l’acconciatura a forma di secchio da carbone rovesciato.

Un Eredità Eterna: Il Ritorno al Glamour nel 1986
Nonostante la chiusura degli atelier nel 1968, il nome di Balenciaga risorge nel 1986 grazie al tocco magico di Demna Gvasalia. L’eredità di Balenciaga, un mix di genio e glamour, continua a ispirare gli stilisti contemporanei. La sua storia non è solo un richiamo al passato, ma una fonte eterna di ispirazione, dimostrando che la moda può essere un racconto senza tempo di creatività e resilienza.